Carie dentale… non sono tutte uguali!

Carie dentale… non sono tutte uguali!

Da dentisti quando parliamo di carie ci domandiamo cosa in effetti i pazienti possono immaginare: grandi buchi neri? Cambiamento di aspetto e colore dei denti? Dolore?

Purtroppo siamo lontani anni luce dalla realtà: la carie dentale è una malattia multifattoriale, di matrice prevalentemente infettiva, mediata principalmente dai cambi di pH orale. Tante parole, vero? Senza batteri specifici e senza modifiche dell’acidità della bocca, è improbabile sviluppare una carie dentale.
Esistono lesioni cariose davvero difficili da vedere a occhio nudo: possono nascondersi nelle superfici di contatto tra dente e dente, oppure sotto gengiva. Bisogna dire che le carie non sono tutte uguali! Anche loro presentano una stadiazione in relazione alla loro estensione all’interno dei tessuti dentali: E1 ed E2 sono gli stadi più precoci e descrivono una lesione all’interno dello strato di smalto. D1 e D2 sono gli stadi più avanzati, quando ormai la carie si trova all’interno della dentina.
La diagnosi di carie oltre che essere fatta dopo una visita dal dentista, è stadiata correttamente solo mediante Radiografie endorali e Transilluminazione. Nessuna radiografia panoramica è in grado di intercettare in modo esaustivo la carie dentale.

È importante sapere che le carie non danno alcun dolore fino al loro punto di non ritorno: la pulpite.
Si tratta dell’infiammazione del nervo che, insieme a una piccola arterie e una piccola vena, porta nutrimento al dente. Questo fenomeno può essere reversibile (aumenta la sensibilità a caldo, freddo e cibi dolci, si manifesta con una leggera pulsazione responsiva agli antidolorifici) o irreversibile (la pulsazione diventa particolarmente dolorosa e difficilmente si calma con gli antidolorifici).

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